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risultati finali (fase 1, 2 e 2b)

barca

Le serie di dati raccolti costituiscono un importante insieme di informazioni sul campo di corrente che si instaura all’interno del sistema e fra il sistema e le aree circostanti, oltre che sulle caratteristiche chimico-fisiche della colonna d’acqua. Conoscenze che costituiscono un quadro di riferimento per l’interpretazione dei dati analitici riguardanti gli spostamenti delle masse d’acqua e il trasporto di materia e inquinanti all’interno del reticolo di canali.
L’ampliamento del sistema studiato ha permesso, inoltre, di validare il modello bidimensionale agli elementi finiti per la laguna – a disposizione di Insula – che simula la propagazione dell’onda dalle bocche di porto ai confini esterni della città lagunare (rapporto tecnico “D2”) e che fornisce le condizioni al contorno per il modello bidimensionale link-node dei rii interni.
Attraverso l’acquisizione in continuo delle serie temporali dei parametri chimico-fisici è stata inoltre investigata la periodicità di alcuni processi. In particolare, la serie dei valori della torbidità ha consentito di valutare i fenomeni di risospensione del sedimento del fondo su una scala temporale estesa. Lo studio ha evidenziato come il fattore predominante nel determinare la torbidità delle acque all’interno del sistema sia costituito dalla circolazione dei natanti a motore e sia funzione dell’intensità del traffico, del battente idrico e delle condizioni della marea.
La stima dei flussi di sedimentazione effettuata mediante l’utilizzo di cinque trappole in un'area più estesa ha consentito il confronto tra differenti sistemi di rii. I dati relativi all’intero periodo di monitoraggio evidenziano un netta differenziazione dei flussi di sedimento, in relazione alla diversa idrodinamica nei cinque rii investigati. Tuttavia, l’evoluzione temporale del flusso nei diversi siti è simile, con valori relativamente bassi nel periodo invernale, cui segue un aumento progressivo dei flussi nella stagione primaverile.
I risultati confermano lo stretto legame fra le caratteristiche idrodinamiche del singolo canale, la qualità del materiale che si accumula sul fondo e l’intensità dei processi metabolici. Come riscontrato in via preliminare nell’ambito della fase 1, le trappole di sedimentazione, unitamente alla misura in continuo della torbidità, sono un efficace sistema per lo studio delle variazioni nei fenomeni di risospensione e trasporto all’interno del reticolo di canali del centro storico di Venezia.
L’indagine consente l’approfondimento dei meccanismi della sedimentazione, aspetto di particolare interesse per Insula, nell’ottica di una valutazione previsionale del tasso di deposito di materiali nei rii, finalizzata alla programmazione degli interventi di escavo.
I risultati delle analisi sui campioni d’acqua prelevati nel corso delle campagne di misura confermano l’importanza della determinazione della concentrazione del particellato sospeso per la valutazione del trasporto solido e di metalli pesanti nei canali di Venezia.
Le specie disciolte di azoto e fosforo, in particolare ammoniaca e ortofosfato, costituiscono invece un tracciante molto preciso delle variazioni qualitative della colonna d’acqua, che intervengono per effetto dello sversamento delle acque reflue, dei percorsi idrici e dei tempi di permanenza nel sistema. Tali risultati evidenziano ulteriormente il ruolo fondamentale della circolazione nel determinare il comportamento dei contaminanti provenienti dai reflui urbani all’interno del sistema.
Al termine della fase 2, sulla base dei risultati acquisiti nel corso dello studio, è stato redatto un protocollo metodologico (o capitolato) nel quale sono descritte le metodologie di monitoraggio idonee a valutare eventuali variazioni, su scala temporale relativamente breve, della qualità dell’acqua nel reticolo dei rii del centro storico (Progetto Icaro, fasi 1 e 2 – risultati e metodologie, gennaio 2004).
 

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La rete planimetrica di inquadramento con strumentazione tradizionale ha una struttura a rete formata da anelli chiusi, vincolati ai vertici della rete d’inquadramento GPS.